Apportare un cambiamento qualificante nelle politiche sociali significa innanzitutto porsi in un’ottica totalmente nuova rispetto alle tradizionali forme di assistenza. Il solo sostegno economico, erogato tra l’altro senza criteri di equità, non è certo sufficiente a rimuovere condizioni di disagio né a sollecitare l’uscita da situazioni critiche. Bisogna pensare in termini di prevenzione e di promozione sociale, offrendo servizi che siano, a seconda dei casi, percorsi di recupero, di orientamento e formazione, di integrazione. In collaborazione con i soggetti più attivi del terzo settore, intendiamo dare un nuovo assetto ai servizi sociali sia semplificandone l’impianto burocratico sia dotandoci di nuovi strumenti e strategie d’intervento. Pensiamo a servizi sociali diffusi, dislocati sul territorio cittadino e quindi capaci di operare direttamente nel tessuto sociale attraverso interventi programmati. La presenza congiunta di operatori nei quartieri consentirà la conoscenza approfondita delle problematiche locali, la diretta individuazione dei bisogni e l’attuazione di interventi diversificati e più efficaci. Welfare e politiche sociali devono integrarsi con le altre politiche municipali e adeguarsi a una composizione sociale mutata dove alla famiglia tradizionale si affiancano altre forme del vivere comune, con esigenze diversificate. Intendiamo offrire risposte adeguate a bisogni diversi, con l’obiettivo di un benessere sociale generalizzato ed eliminando sprechi e clientelismo. Prioritaria è la realizzazione di un altro asilo comunale e la predisposizione di strutture di socializzazione e accoglienza per le diverse fasce di età.






