Vogliamo restituire alla nostra città un futuro capace di contrastare un declino che non intendiamo rassegnarci a considerare inevitabile.
Rieti soffre di un isolamento che è andato nel tempo aumentando, ma la nostra posizione geografica deve convincerci di intrattenere rapporti proficui con Roma, sfruttando le opportunità che verranno dall’istituzione di Roma Capitale, ma anche con le regioni di confine alle quali ci sentiamo legati da una forte affinità territoriale. Questo processo, deve necessariamente passare attraverso il potenziamento delle infrastrutture esistenti e la contemporanea programmazione di quelle digitali indispensabili per tenere la nostra città collegata al mondo.
Bisogna guardare avanti, alle grandi trasformazioni che la crisi economica sta generando in Europa e nel Mondo.
Rieti, dovrà necessariamente svolgere il ruolo di capoluogo di un’area vasta, che sappia sfruttare tutte le sue enormi potenzialità e il suo inestimabile patrimonio, lavorando nel presente e programmando con attenzione il suo futuro. In tal senso lo sviluppo della città diventa decisivo. Rieti deve saper diventare il centro dello sviluppo complessivo di tutti i territori, attraverso azioni di supporto qualificate ed innovative. E’ da Rieti che dovranno partire l’elaborazione e la proposizione di iniziative volte alla valorizzazione delle singole particolarità ed esigenze territoriali. Rieti, dunque, officina dove le istituzioni, le forze economiche, sociali e culturali lavorino per ampliare la rete dei servizi e delle funzioni dal centro alla periferia. Una rete dove le persone ed il territorio costituiscono il nuovo vero capitale, per una crescita economica, sociale e solidale.
A partire dal Montepiano reatino bisogna pensare ad un modello di governo che coinvolga tutti i Comuni della zona che insieme al capoluogo fanno della conca reatina una terra di circa 70.000 abitanti.
Non possiamo permettere che il destino della nostra città, dove il 50% dei giovani e delle giovani è costretto ad emigrare per studiare o lavorare, sembri irrimediabilmente segnato. Per questo dobbiamo costruire una città capace di futuro affinchè i giovani di oggi siano i lavoratori di domani. E’ necessaria un’assunzione di responsabilità di tutti gli autori coinvolti per produrre un patto per lo sviluppo e l’ occupazione in grado di fornire interventi su azioni specifiche e condivise. Un percorso a due binari, uno rivolto verso l’alto, con il coinvolgimento delle Regioni e delle Provincie, e uno verso il basso, con la partecipazione delle Camere di Commercio, delle organizzazioni delle imprese e dei lavoratori e del sistema di credito. Due binari ma un unico obbiettivo: individuare le situazioni di maggior rischio e siglare intese programmatiche finalizzate a razionalizzare l’impegno e ad eliminare duplicazioni di interventi. Parallelamente sarà fondamentale sostenere le imprese con azioni rivolte a soggetti economici in difficoltà e costruire non in modo generico ma sulla base delle caratteristiche specifiche del tessuto produttivo locale e delle reali esigenze dei sogetti coinvolti.
Se da un lato è obbligatorio percorrere la strada del risanamento, dall’altro è altresì mettere i giovani nella condizione di potersi giocare le proprie chance, consegnando loro un’adeguata formazione professionale e uno sviluppo delle competenze. Anche attraverso le risorse messe a disposizione dal Fondo Monetario Europeo: perchè sviluppo economico e sviluppo delle competenze sono facce della stessa medaglia. Acquisire competenze significa accrescere le possibilità di trovare un impiego così come per il sistema produttivo è fondamentale poter contare su una forza lavoro preparata, adattabile ai cambiamenti, in grado di sostenere i processi di innovazione e trasformazione. L’ obiettivo è quindi quello di legare le competenze da sviluppare con la domanda di lavoro e le relative necessità attuali e future espresse dalle imprese, attraverso l’ istituzione di un sistema di monitoraggio permanente dei fabbisogni professionali, fruibile da tutti gli attori istituzionali, economici e sociali. Sarà così possibile definire delle politiche di gestione delle risorse umane in grado di aiutare i cittadini ad orientarsi nella scelta del proprio percorso di istruzione e formazione professionale.
Intendiamo fare di Rieti la città della qualità della vita, la città dell’economia verde, dove sia possibile sperimentare la necessaria riconversione ecologica, facendo in modo che ambiente, paesaggio e risorse naturali siano sinonimo di nuova economia e siano fonte di reddito per l’intera comunità.
Legalità, trasparenza e partecipazione devono essere il metodo attraverso il quale ridare alla Città un governo competente, efficiente ed efficace.
Bisogna tagliare i costi della politica ed azzerare le spese inutili; ci vuole un vero e proprio patto antievasione per recuperare risorse da destinare a investimenti, servizi e promozione dello sviluppo locale.
Il fisco municipale deve essere ispirato a criteri di equità ed il bilancio comunale deve essere reso comprensibile in modo che i cittadini lo possano conoscere e di conseguenza deciderne l’utilizzo attraverso il bilancio partecipato.
I servizi pubblici locali devono essere potenziati e migliorati e possono diventare occasione di nuova economia e lavoro stabile, basti pensare al ciclo dei rifiuti ed alla raccolta differenziata.
Bisogna promuovere lo sport e una cultura di tutti e per tutti che siano occasione di crescita diffusa e di valorizzazione delle nostre risorse umane oltre che volano di crescita economica.
Una città condivisa, dove essere cittadini significa prima di tutto prendersi cura delle relazioni umane, della sostenibilità della vita, del benessere collettivo, della bellezza. Una città che, grazie all’intelligenza ed alla partecipazione di tutti, saprà sviluppare le proprie straordinarie capacità realizzando così un nuovo rinascimento civile.









